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36.
Aldo Nove
Fuoco
su Babilonia!
Poesie 1984-1996
Il
senso di essere e di fare il poeta per
Aldo Nove nasce profondamente segnato
dall’esperienza autobiografica,
ma come nell’arte pop il quotidiano
e il personale sono eletti a emblemi
di una rappresentatività che,
paradossalmente, non è mai puramente
individuale. (...) La forma propriamente
poetica di Aldo Nove merita un discorso
a parte. La sua capacità versificatoria
è così consapevole da
permettergli di piegare le strutture
in un sadico inquinamento stilistico
oppure di esaudirle generosamente nel
rispetto di un’ecologia estetica,
nei diversi registri scelti.
(dalla
postfazione di Gemma Gaetani)
Poeta di regime
Mettendo dentro 120 grammi
di penne Buitoni nel mio piatto
guardai la tele tutto soddisfatto:
“O Berlusconi, dio mio, dammi
le 200 cosce dei miei sogni
quotidiani!” supplicai, e venni
appena le danzanti quindicenni
riempirono lo schermo. I miei bisogni
d’amore e avendo spruzzato sul
muro
mi sedetti a mangiare. Ma nel giro
di un minuto mi ritornava duro
l’obelisco della poesia. Ché
in tiro
sempre torna l’arcadico siluro
nel mezzo del programma che più
ammiro.
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36.
Aldo Nove
Fuoco
su Babilonia!
introd.
di Elio Pagliarani
postfaz. di Gemma Gaetani
pp. 152, € 14,40
2003
ISBN 88-8306-098-9
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Notizie
sull’autore:
Laureato in Filosofia morale, nasce
poeta: ha pubblicato col suo vero nome,
Antonello Satta Centanin, due raccolte
di poesie, è redattore della
rivista di poesia e poetica Testo
a fronte. Con Elisabetta Sgarbi,
dirige per Bompiani la collana di poesia
contemporanea “inVersi”,
di cui ogni libro esce dotato di Cd.
Il suo esordio in narrativa risale al
1996, con Woobinda e altre storie
senza lieto fine, edito da Castelvecchi
e rilanciato nel 1998 da Einaudi, arricchito
e aggiornato, col titolo Superwoobinda.
Il suo primo romanzo è Puerto
Plata Market (Einaudi, 1998). I
suoi libri sono pubblicati in Spagna
e America latina. Nell’ottobre
del 2000 è uscito presso Einaudi
il suo terzo libro, il romanzo Amore
mio infinito. Ha pubblicato diverse
raccolte di versi, tra le quali: Tornando
nel tuo sangue (1989), Musica
per streghe (1991), Santi,
Pornostar & (1995), Covers
(2000).
Nel marzo 2004, sempre per i tipi dell’Einaudi,
è uscito il suo ultimo romanzo,
che sta riscuotendo un grande successo,
La più grande balena morta
della Lombardia.
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| 37.
Lucio Mariani
Il sandalo
di Empedocle
Il
sandalo di Empedocle
– opera di intensità inconsueta
nel panorama della poesia italiana –
continua a procedere sulla linea della
fantasia e del rigore stilistico, tratti
caratteristici di Lucio Mariani, ma
porta il suo impegno febbrile sui grandi
temi che assediano la comunità
umana, riflettendoli in una straordinaria
dimensione gnomica. È la visione
che ha meritato alla severa poesia di
Mariani il recente interesse di traduzioni
antologiche in inglese e in francese.
Così la Wesleyan University Press
nel 2003 ha pubblicato negli Stati Uniti
il volume Echoes of Memory,
e Gallimard farà uscire quest’anno
in Francia la raccolta Connaisance
du temps (Ed. L’Arpenteur).
La partizione del Sandalo di Empedocle
divide l’opera in quattro sezioni,
la seconda delle quali (Cantare
le mani) è un inno a questi
strumenti multiformi e geniali che hanno
saputo combattere la battaglia per la
sopravvivenza e interpretare le prove
di piú alta civiltà. È
una raccolta di cui si deve affrontare
la violenza e la solennità, la
gravità e l’ironia, ed
è, al tempo stesso, una silloge
che ha l’ambizione di offrire
qualche chiave per interpretare la nostra
esistenza, e di rappresentare un’alta
esperienza estetica per i suoi lettori.
Come le margherite
Perficere la vita non si può.
Solo il vento del caso
ci rovescia trascorsi ed inconclusi
come le margherite di stagione
al termine del tempo
e in un lampo ci porta a compimento
in un lampo consuma la radice
e ogni minima traccia
di lamento.
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37.
Lucio Mariani
Il sandalo
di Empedocle
pp. 106, € 12,50
ISBN 88-8306-138-1
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Notizie
sull’autore:
Lucio Mariani è nato a Roma,
dove vive. Nell’arco di oltre
trent’anni ha pubblicato 12 libri
di poesia. Molte sue liriche sono
state tradotte in Francia, in Grecia,
in America, in Portogallo e in Spagna.
Un’antologia è apparsa
recentemente negli
Stati Uniti sotto il titolo Echoes
of Memory (Wesleyan University
Press, Middletown 2003). Ha tradotto
i Carmi Priapei
(Ponte delle Grazie, Firenze 1992, ristampato
in Antologia della poesia latina,
Mondadori 1993) e poesie di César
Vallejo,
Tristan Corbière, Yves Bonnefoy
e Rosanna Warren. Per Crocetti Editore
ha pubblicato Dispersi gli alleati
(Aryballos 15),
Il torto della preda (Aryballos
22) e Qualche notizia del tempo
(Aryballos 31).
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| 38.
Roberto Rossi Precerutti
Rovine
del cielo
Bambina II
Bella è questa margherita di
luce,
E il bacio lodatore di comete
A covare piccole uova e quiete,
Tenero fumo di marzo che cuce
Rumori e sogni, qui, dove traluce
Il primo scintillio di alte segrete
Contrade che, occhi e cuore, formerete
Entro le pieghe del sonno: conduce
Un suo fragile gioco quella nube
Rosata che sospende come un nulla
Beatamente libero e leggero
Al soffitto celeste – vedi, ruba
Nastri e api per festeggiare una culla
Ora il respiro della primavera.
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38.
Roberto Rossi Precerutti
Rovine
del cielo
pp. 124, € 12,50
2005
ISBN 88-8306-144-6
Premio
Mondello
2006
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Notizie
sull’autore:
Roberto
Rossi Precerutti è nato l’8
giugno 1953 a Torino, dove vive, da
famiglia lombardo-piemontese di antica
origine (i Rossi dalla Manta, al cui
ramo fiorentino appartenne Ernesto Rossi,
insigne figura di antifascista, politico
ed economista). Ha pubblicato il suo
più recente lavoro poetico in
Anagrammi (1988) e Musiche
da cantar solo (1994). Per l’editore
Crocetti ha curato Le più
belle poesie di Stéphane Mallarmé
(1994, collana Omicron 7) e Le
più belle poesie di Arthur Rimbaud
(1995, collana Omicron 10) e, oltre
alla recente raccolta di sonetti caudati
Elogi di un disperso mattino
(2003, collana Neòteroi 2), aveva
già pubblicato,
sempre in questa collana, il volume
di versi Una meccanica celeste (2000).
Sulla rivista “Poesia” sono
apparse sue traduzioni da Arnaut Daniel
e altri trovatori, André Gide,
Robert Desnos, Luis De Gòngora,
Marguerite Yourcenar e altri. Suoi inediti
sono stati ospitati in “Nuovi
Argomenti” e “Poesia”.
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| 39.
Alda Merini
Nel cerchio
di un pensiero
Dopo
il grande successo di Testamento,
l’antologia di Alda Merini curata
dal compianto Giovanni Raboni (“uno
dei più bei libri di poesia degli
ultimi quarant’anni”), l’editore
Crocetti propone ai lettori l’ultima
raccolta poetica di una delle voci maggiori
della nostra poesia, Nel cerchio
di un pensiero, che raccoglie i
versi d’amore dedicati a un giovane
sacerdote dalla poetessa milanese.
Nel
cerchio di un pensiero
a volte mi riposo sognando
e lì sta il tuo peccato
perché mi entri nel corpo
e il corpo si appassiona
gridando di un’estasi che non
è sua
altri giovani amanti diciamo
che sono presenti
nei tuoi baci nelle mie disattenzioni
infatti su di me hanno camminato
le ombre dei morti
di coloro che sono inceneriti
in un letto
e non hanno mai avuto niente
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39.
Alda Merini
Nel cerchio
di un pensiero
prefaz.
di Roberto Fattore
postfaz. di Luca Bragaja
pp. 80, € 10,00
2005
ISBN 88-8306-148-9
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Notizie
sull’autore:
Alda
Merini è nata a Milano, dove
risiede, il 21 marzo 1931. Sue poesie
apparvero per la prima volta nell’Antologia
della poesia italiana 1909-1949,
Parma, Guanda 1950, a cura di Giacinto
Spagnoletti, e successivamente in Poetesse
del Novecento, Scheiwiller, Milano
1951; Quarta generazione, Magenta
ed., Varese 1954; Poesia italiana
del dopoguerra, Schwarz, Milano
1985; Viaggio nel ’900,
Mondadori, Milano 1984. Ha pubblicato
diverse raccolte di versi, tra cui:
La presenza di Orfeo (Schwarz
1953), Paura di Dio (Scheiwiller
1955), Nozze romane (Schwarz
1955), Tu sei Pietro (Scheiwiller
1961), Destinati a morire (Lalli
1980), Le rime petrose (ed.
privata 1981), Le satire della Ripa
(Laboratorio Arti Visive 1983), Le
più belle poesie (ed. privata
1983), La Terra Santa (Scheiwiller
1983).
Presso Crocetti Editore ha pubblicato
nel 1988 l’antologia Testamento,
con la curatela di Giovanni Raboni. |
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| 40.
Pierluigi Cappello
Assetto
di volo
Pierluigi
Cappello è poeta visivo di rara,
miracolosa intensità, che nelle
sue due lingue, l’italiano e il
friulano, s’impone al lettore
per l’originalità e la
persuasione dei temi, e per la suggestiva
evidenza delle immagini: quella del
volo, innanzitutto, a simboleggiare
una compiutezza negata dall’attuale
condizione d’immobilità
di questo poeta, che viaggia solo con
l’immaginazione e con lo sguardo,
poiché la sua è poesia
del guardare (“adesso guardi le
cose come sono venute”).“Adesso”.
L’ieri invece è l’infanzia,
uno stato di compiutezza a cui l’io
vorrebbe ritornare per non sentirsi
lo straniero di sempre, e quello del
ritorno è un tema fondante della
poesia di Cappello, dai primi versi
fino a quel libro luminoso che è
Dittico (2004), con cui ha
vinto il Premio Montale 2004, arrivando
fino agli inediti raccolti nell’antologia
Assetto di volo.
Assetto
di volo
A
Gino Lorio, in memoria
Con lui venivano una determinazione
feroce
dalla camera alla palestra
i cento metri percorsi in cinque minuti,
con una tensione di motore imballato
tutta la forza del suo corpo spastico
ribellata alla forza di gravità.
Sant’Agostino diceva che perfezione
è la carne che si fa spirito,
lo spirito che che si fa carne
ma non è vero: ogni mattina i
puntali delle stampelle
scivolano metro a metro per guadagnarne
cento
ogni mattina lo spirito è tagliato
via da quel corpo,
dalle suole strascicanti e dalle nocche
strette,
bianche sulle impugnature,
ogni mattina dal dorso di lottatore
si stacca un collo di tendini tesi e
redini allentate
un urlo chiuso nella sua profondità,
perfetto nella sua separazione.
E io vi vedo una bellezza di cimieri
abbattuti
e dentro la parola andare la parola
compimento
e sono sicuro che lui sogna baci pieni
di vento
mentre la volontà conquista le
giornate a morsi,
schiaffo dopo schiaffo perché
venga la sera
schiaffo dopo schiaffo, chiglia in piena
bufera.
Ci vuole un’estate piena e un
padre calmo,
un dio non assiso in mezzo agli sconfitti
ma cosí in tutta bellezza lo
posso immaginare
come un bambino alle prime pedalate,
reggilo, eccolo, tienilo cosí
– adesso tiene
uniti la terra e il cielo dell’estate
non sbanda piú, vince, è
in equlibrio,
vola via.
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40.
Pierluigi Cappello
Assetto
di volo
Poesie 1992-2005
a
cura di Anna De Simone
prefaz. di Giovanni Tesio
pp. 180, € 15,00
2006
ISBN 88-8306-195-0
Premio
Bagutta 2007
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Notizie
sull’autore:
Pierluigi
Cappello (Gemona. 1967) ha compiuto
gli studi a Udine e a Trieste. Vive
a Tricesimo dove svolge un’intensa
attività culturale. Le sue principali
raccolte di poesie in italiano e in
friulano sono: La misura dell’erba
(Editore
I.M. Gallino, Milano 1998), Amôrs
(Campanotto,
Udine 1999. Premio Lanciano - M. Sansone
1999), Dentro
Gerico (Circolo
Culturale di Meduno, Pordenone. 2002),
Dittico
(Liboà, Dogliani 2004, Premio
Montale 2004). |
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CROCETTI EDITORE
S.r.l.
Via E. Falck, 53 - 20151 Milano
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